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RIPRESA OCCUPAZIONALE FRUTTO DI PROFONDE CONTRADDIZIONI

UOMODONNA

“Una lenta ripresa occupazionale frutto di profonde contraddizioni. Da una parte, i dati Inps sulle attivazioni dei rapporti di lavoro, segnalano la presenza di imprese ‘sane’ che assumono, seppur con prudenza dall’altra parte, se osserviamo gli ultimi dati sulla cassa integrazione, sembra sia ancora in atto una selezione darwiniana delle imprese, con parte del sistema produttivo in difficoltà”. A dichiararlo e’ Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil di Viterbo sulla base dell’ultimo rapporto Uil dedicato alla cassa integrazione.

“A maggio, infatti, dopo mesi di calo – prosegue Turchetti – i dati sulla cassa integrazione registrano, rispetto ad aprile, una risalita della domanda di cassa integrazione straordinaria (+99,2%) e ordinaria (+45%) a cui andrebbero aggiunte le ore richieste al Fondo di Integrazione Salariale (16,3 mln) delle quali, ad oggi, ne sono state autorizzate solo il 44,7% anche a causa dei ritardi nella lavorazione delle pratiche, che superano i  200 giorni. Siamo invece in dirittura di arrivo per la cassa integrazione in deroga che, con 1,4 milioni di ore autorizzate, subisce una riduzione del 31,9% rispetto ad aprile”.

“Dati, questi, che in generale  – spiega il segretario confederale Uil Guglielmo Loy – portano  a considerare questi ammortizzatori  un vero argine ai licenziamenti che, di converso,  nel primo quadrimestre diminuiscono soprattutto tra quelli per motivi economici. Resta, quindi, necessaria una rapida scelta politica che riconosca l’urgenza di non ridurre la protezione sociale e che, nel contempo, affronti con coraggio e risorse la questione del rafforzamento della rete delle politiche attive, come unico  strumento per la ricollocazione delle persone espulse dal sistema produttivo. In sostanza, la Uil ritiene urgente una ‘riforma della riforma’ degli ammortizzatori non per un generico ritorno al passato (cassa integrazione illimitata nel tempo), ma per costruire strumenti utili, sostenibili e flessibili per gestire, innanzitutto, le ancora troppe (e molte non famose) crisi aziendali. Tenendo conto anche del contesto territoriale e della necessità di coinvolgere ‘attivamente e concretamente’ le imprese nei processi di ricollocazione. Senza queste prospettive – conclude Guglielmo Loy – l’ombrello, ancora utilissimo, della cassa integrazione, specie quella straordinaria, rischia di non reggere l’urto di una pioggia di esuberi in molte aziende”.

IL RAPPORTO UIL SULLA CASSA INTEGRAZIONE IN ITALIA