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TRA 2015 E 2016 ATTIVATI OLTRE 2 MILIONI DI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

“Oltre 2 milioni di attivazioni/trasformazioni dei contratti a tempo indeterminato con gli esoneri contributivi del biennio 2015 e 2016. È il risultato degli incentivi nazionali all’occupazione di questi ultimi anni”. A dichiararlo è Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil Viterbo, sulla base di uno studio dell’Unione Italiana del Lavoro.

“Nel 2015 – prosegue Turchetti – le attivazioni con contratto a tempo indeterminato sono cresciute del 44,5%, a fronte di una diminuzione delle altre forme contrattuali, anche dell’apprendistato per effetto di un esonero più concorrenziale in termini di costo contributivo. Si assiste anche a una inevitabile riduzione del tempo determinato e delle collaborazioni, le quali scontano pure l’entrata in vigore di una normativa rivisitata più stringente. La diversa modulazione delle caratteristiche dell’esonero del 2016 (non più totale, bensì ridotto al 40%), ci racconta poi una ulteriore storia: il contratto di apprendistato diventa un concorrente più forte del tempo indeterminato in termini di contribuzione a carico del datore di lavoro e ciò, conseguentemente, si ripercuote su una flessione dei tempi indeterminati a vantaggio di una crescita dell’apprendistato”.

“Sul versante dei giovani – sottolinea Turchetti – si dispone di un variegato ventaglio di misure, a partire dal contratto di apprendistato che, per la sua natura di contratto a causa mista, presenta una strutturale agevolazione contributiva, economica (salario) e fiscale per l’azienda. Tra le varie misure previste per i giovani, ricordiamo anche ‘Garanzia giovani’, destinato ai NEET nella fascia 16-29 anni. Ormai operativo da 3 anni, questo programma, che vede un nuovo stanziamento di risorse da parte dell’Unione Europea per complessivi 1,3 miliardi di euro di cui 343 milioni destinati all’Italia, ha registrato, stando all’ultimo monitoraggio, 1,3 milioni di giovani di cui, al netto di cancellazioni, risultano attivi 1,2 milioni di ragazze/i. I Servizi per l’impiego ne hanno presi in carico circa 1 milione proponendo al 53% dei giovani una misura di ingresso nel mondo del lavoro.  A luglio scorso (ultimo monitoraggio), 2 giovani su 3 hanno ricevuto una proposta di tirocinio. Oltre 300 mila hanno concluso il tirocinio e al 60% di loro è seguita l’attivazione di un rapporto di lavoro”.

“Oggi tra Garanzia giovani e incentivi nazionali – spiega Giancarlo Turchetti – abbiamo diversi strumenti e risorse convogliate verso il target giovani. Se, però, l’intento da perseguire deve essere quello di includere nel mercato del lavoro, visto l’ancora elevato tasso di disoccupazione giovanile, il maggior numero di ragazze e ragazzi con contratti stabili, occorre che le varie misure, indipendentemente dal fatto che si tratti di stanziamenti europei o nazionali, siano coerenti e che assicurino l’obiettivo finale della stabilità/stabilizzazione”.

“Inoltre – dichiara il segretario confederale Uil, Guglielmo Loy – anche in vista della misura che convoglierà nella prossima Legge di Bilancio, crediamo che debbano porsi le basi per una ‘strutturale’ concorrenzialità, in termini di costi, tra il contratto a tempo indeterminato e il contratto a tempo determinato. Per fare ciò, occorre, a nostro avviso, aumentare l’attuale forbice di costi tra i due contratti, incrementando il vigente addizionale contributivo previsto per i contratti a termine (oggi all’1,4%) e riducendo l’aliquota contributiva del tempo indeterminato.  Una misura – conclude Guglielmo Loy – che graverebbe meno sul Bilancio dello Stato che potrebbe ‘stimolare’ molte imprese a non abusare dei contratti a termine che stanno tornando, gradatamente, a essere i preferiti per molte imprese”.