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CI SIAMO BATTUTI E ABBIAMO VINTO

Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti

Abbiamo lottato e abbiamo vinto. Lo abbiamo fatto insieme, senza alcuna distinzione. Al servizio del territorio. Il via libera dato dal consiglio dei ministri al completamento della trasversale Orte-Civitavecchia, sbloccando oltre 400 milioni di euro di investimento, rappresenta un traguardo storico. Una conquista di tutti, delle istituzioni, delle forze sindacali e di quelle politiche, della società civile, dei cittadini e dei lavoratori.

Ci siamo battuti, non ultima la manifestazione a Monteromano pochi mesi fa, a luglio. I territori della Tuscia e di Civitavecchia uniti per chiedere con forza il completamento di un’opera pubblica strategica per tutto il centro Italia. Un’opera che aspetta di essere realizzata in via definitiva da oltre 40 anni. C’è addirittura un atto parlamentare che risale all’11 novembre del 1968 – e l’argomento in discussione era la crisi occupazionale e di sviluppo della Tuscia – in cui si parlava già dei ritardi relativi ai lavori per la costruzione della trasversale. E dal 1968 gli anni che sono passati sono quasi cinquanta.

Chiudere il tratto che manca e arrivare a Civitavecchia – uno dei più importanti porti di tutto il mediterraneo – è un dovere. Un dovere verso il territorio e un dovere nei confronti delle nuove generazioni. Finora, la Tuscia è rimasta schiacciata tra più province, senza grandi vie di comunicazione e chiusa a nord est dall’autostrada. Una situazione di isolamento totale, senza mezzi termini. Una terra isolata presa in pieno dalla crisi economica di questi ultimi anni che ha spazzato via interi settori e distretti industriali, più o meno grandi, presenti nella nostra provincia. Settori che in qualche modo garantivano un’economia, come quella viterbese, troppo spesso concentrata su se stessa, ma in grado di costruire un mercato interno capace di garantire occupazione e reddito. Senza però rendersi conto della bufera in arrivo che ha messo in evidenza quanto fossero fragili le gambe dell’economia viterbese.

Una provincia, e un capoluogo come Viterbo, che oggi registrano i più alti tassi di disoccupazione generale e giovanile con aziende che chiudono, lavoratori licenziati e vie cittadine del commercio completamente desertificate.

Di fronte a una situazione del genere, il completamento della trasversale non è soltanto un’opera pubblica di fondamentale importanza per la movimentazione delle merci di tutta l’Italia centrale, ma è un’opera strategica per lo sviluppo economico e occupazionale di tutta la Tuscia. Perché è innanzitutto apertura verso l’esterno e rottura di un isolamento antico che dobbiamo scrollarci di dosso il prima possibile. Giocando la partita muovendo dalle nostre stesse risorse.

Completamento della trasversale significa infatti investimenti che si tradurranno in lavoro e occupazione, con la speranza che il reddito prodotto sia speso sul nostro territorio, così come le aziende chiamate a lavorare appartengano allo stesso. E questo potrebbe intanto ridare fiato alla nostra economia.

Trasversale completata significa poi collegare uno dei porti più grandi in Europa, come è appunto il porto di Civitavecchia, con la rete autostradale italiana.

Trasversale completata vuol dire infine aprire la Tuscia al centro Italia mettendola in collegamento con realtà vicine ma finora raggiungibili solo con enormi sprechi di tempo. Significa soprattutto apertura ai flussi turistici che scelgono il centro Italia come meta e potendo raggiungere facilmente la costa del Tirreno potrebbero fare della nostra terra quello che sulle coste della Toscana è realtà da tanti anni. Vale a dire un turismo che vive il territorio nel suo insieme, che la mattina – tanto per fare un esempio – va in spiaggia e la sera in qualche borgo dell’entroterra anche a diversi chilometri di distanza, poi la notte si ferma a dormire in un agriturismo. E la mattina dopo va a visitare il territorio e passa tutte le sue vacanze lì.

Questo significherebbe lo sviluppo di un’economia turistica solida con i festival del capoluogo viterbese a fare da attrattore.

Il completamento della trasversale è un vero e proprio passaggio strategico nella storia dello sviluppo della Tuscia. L’ok dato dal consiglio dei ministri è una conquista di tutto e per tutto il territorio.

Perdere questo treno significherebbe veramente perdere di lungimiranza. E al tempo stesso – e forse peggio ancora – di lucidità.

Giancarlo Turchetti

Segretario generale Uil Viterbo