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AUMENTANO LE ORE DI CASSA INTEGRAZIONE

“Aumentano le ore di cassa integrazione. Nel mese di febbraio, le ore autorizzate di cassa integrazione, pari a 23,2 milioni di ore, hanno infatti registrato una crescita del 34% rispetto al mese precedente, che hanno interessato sia la cassa integrazione ordinaria (41,3%), sia la straordinaria (27,8%) e deroga (60,1%)”. A dichiararlo è Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil Viterbo.

 “Il dato di febbraio – spiega Turchetti – mostra una ripresa delle richieste di cassa integrazione nelle sue principali gestioni che desta preoccupazione, soprattutto perché si tratta di dati al netto delle prestazioni di integrazioni al reddito presenti nei fondi di solidarietà, a partire dal Fis”.

 “Il raffronto effettuato sul cumulo di ore autorizzate nel I bimestre di quest’anno (40,5 milioni di ore) rispetto allo stesso periodo del 2017, sembra, viceversa, mostrare un complessivo rallentamento – osserva il Segretario Confederale UIL Guglielmo Loy – nell’utilizzo dello strumento di integrazione al reddito (-37,4%) che ci porta a valori sempre più vicini a quelli dell’anno 2008 (dove le ore ammontavano a 31,7 milioni). La media dei posti di lavoro salvaguardati dall’ammortizzatore sociale nei primi due mesi dell’anno, ammonta, comunque, a 119 mila unità. Cifra che naturalmente è molto più significativa se calcolata sui beneficiari”.

Tra i principali settori produttivi, l’industria resta quello che assorbe il maggior numero di richieste nel bimestre (27,4 milioni di ore autorizzate), cui segue il commercio (7,7 milioni), l’edilizia (5,3 milioni) e l’artigianato (64 mila).

“In attesa di sapere nel corso dell’anno come evolverà tale utilizzo, il nostro mercato del lavoro evidenzia fenomeni contrastanti: da una parte la tendenza a una flessione della cassa integrazione, che spingerebbe a essere ottimisti, dall’altra, però, una crescita delle domande di disoccupazione che – conclude Loy – ci riconduce alla cruda realtà dell’alta presenza di un’occupazione ‘temporanea’, come testimoniano i dati dell’osservatorio Inps sul precariato, in cui, nel 2017, il rapporto tra attivazioni a tempo determinato e indeterminato è stato, rispettivamente, di 3 a 1”.

2 Rapporto UIL 2018 su CIG